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di cosa si occupa la Chirurgia orale?

La Chirurgia Orale è una specialità medico-chirurgica che si occupa di tutte le operazioni mirate alla cura di vari tipi di patologie e di problemi estetico-funzionali dei denti, della bocca e delle ossa mascellari. Comprende tutte le fasi cliniche, diagnostiche, la scelta della terapia chirurgica indicata e il successivo rigoroso follow-up. Gli interventi di chirurgia orale eseguiti sono i seguenti:

Titolo 1
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Estrazione dei denti del giudizio
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Estrazione dei denti del giudizio
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Chirurgia endodontica (apicectomia)
Titolo 1
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Implantologia computer guidata (senza bisturi)
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Implantologia a carico immediato (con denti fissi entro 48 ore dalla seduta operatoria)
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Chirurgia rigenerativa (GBR) delle ossa mascellari
Titolo 1
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Asportazione di cisti ossee e tumori benigni del cavo orale
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Chirurgia ricostruttiva pre-implantare in caso di grave atrofia delle ossa mascellari
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Chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca
    • Estrazione dei denti del giudizio
    • Chirurgia estrattiva
    • Chirurgia plastica gengivale
    • Chirurgia endodontica (apicectomia)
    • Implantologia computer guidata (senza bisturi)
    • Implantologia a carico immediato (con denti fissi subito dopo la seduta operatoria)
    • Chirurgia rigenerativa (GBR) delle ossa mascellari
    • Asportazione di cisti ossee del cavo orale
    • Chirurgia ricostruttiva pre-implantare in caso di grave atrofia delle ossa mascellari
    • Chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca

Estrazione dei denti del giudizio

L’estrazione dei denti del giudizio, detta anche rimozione dei terzi molari, è una procedura chirurgica finalizzata alla rimozione di uno o più dei quattro ultimi molari permanenti che spuntano tra i 17 e i 25 anni. Si rende necessaria quando i denti:

  • non hanno spazio sufficiente per emergere correttamente e restano parzialmente o completamente inclusi, causando potenziali problemi;
  • possono causare infezioni, carie, danni ai denti adiacenti, cisti o disturbi gengivali.

 

Come avviene l’intervento?

  1. Valutazione iniziale
    • Si eseguono esami clinici e radiografie (panoramica, TAC) per valutare la posizione, l’inclusione e la morfologia del dente.
  2. Tipologie di estrazione
    • Estrazione semplice: quando il dente è completamente erotto e facilmente accessibile con strumenti come leve e pinze.
    • Estrazione chirurgica: necessaria se il dente è incluso o semi-incluso; richiede incisione gengivale, talvolta rimozione di osso e/o sezione del dente.
  3. Anestesia
    • Generalmente viene usata anestesia locale, ma in casi complessi può essere necessaria la sedazione cosciente.

 

Perché si esegue?

  • Curativa: in presenza di sintomi come dolore, infezione o cisti.
  • Profilattica: per prevenire problemi futuri in pazienti giovani con denti giudizio rischiosi.

 

In sintesi:

L’estrazione dei denti del giudizio è una procedura orale diffusa che prevede la rimozione dei terzi molari, per risolvere o prevenire problematiche come inclusione, infezioni o danni ai denti adiacenti. È sicura, ben tollerata e richiede solitamente un decorso di 1-2 settimane.

Chirurgia estrattiva

La chirurgia estrattiva si riferisce a estrazioni dentali chirurgiche, eseguite quando:

  • il dente è incluso (non è spuntato),
  • è parzialmente incluso (coperto da gengiva o osso),
  • ha radici fratturate o anatomia complessa,
  • è difficile da afferrare con gli strumenti convenzionali,
  • deve essere rimosso per motivi ortodontici, parodontali o protesici.

 

Obiettivi principali

  • Rimuovere denti che non possono restare in bocca.
  • Prevenire o trattare infezioni, dolore cronico, spostamenti dentali o riassorbimenti ossei.
  • Consentire un trattamento ortodontico, implantare o protesico.

Chirurgia plastica gengivale

La chirurgia plastica gengivale è una branca della chirurgia parodontale che si occupa di correggere difetti estetici e funzionali delle gengive, migliorando sia l’aspetto del sorriso che la salute orale.

  • È un insieme di tecniche chirurgiche mirate a rimodellare o ricostruire i tessuti gengivali, ad esempio per:
    coprire radici dentali esposte (recessioni gengivali),
  • aumentare la gengiva aderente intorno ai denti o impianti,
  • correggere un “gummy smile” (sorriso gengivale),
  • riequilibrare la simmetria del contorno gengivale.

 

Quando si fa:

  • Recessione gengivale: gengiva che si ritira, lasciando scoperta la radice del dente (causa
    sensibilità o problemi estetici).
  • Gengiva eccessiva: gengive troppo prominenti che coprono parte dei denti (sorriso
    gengivale).
  • Gengiva insufficiente: attorno a impianti o denti naturali, per rinforzare e prevenire
    infezioni o retrazioni.
  • Contorno irregolare: per rendere armonioso il margine gengivale nel sorriso.

 

Vantaggi:

  • Migliora l’estetica del sorriso
  • Riduce la sensibilità dentale
  • Previene danni futuri a denti o impianti
  • Aumenta la stabilità della gengiva attorno ai denti

Chirurgia endodontica

La chirurgia endodontica è una branca specialistica dell’endodonzia che si occupa del trattamento chirurgico delle radici dentali e dei tessuti periapicali, nei casi in cui il normale trattamento canalare (devitalizzazione) non sia sufficiente o non abbia avuto successo.
È una procedura chirurgica usata per salvare un dente compromesso, quando la terapia canalare tradizionale non è efficace o non è possibile ripeterla.
La forma più comune di chirurgia endodontica è l’apicectomia e consiste nella rimozione chirurgica della parte terminale della radice (apice) e dei tessuti infetti circostanti, seguita da sigillo retrogrado del canale radicolare con materiali biocompatibili (es. MTA).

Quando è indicata:

  • Infezione persistente all’apice della radice (granuloma, cisti, ascesso cronico)
  • Fallimento di un trattamento canalare già eseguito (con reinfezione)
  • Presenza di strumenti fratturati, otturazioni o ostacoli non rimovibili dal canale
  • Anatomie complesse delle radici (curvature, canali laterali)
  • Perforazioni radicolari o fratture radicolari

 

Vantaggi:

  • Permette di salvare denti che altrimenti andrebbero estratti
  • È minimamente invasiva rispetto all’estrazione
  • Tecniche moderne (con microscopio operatorio e strumenti piezoelettrici) aumentano il tasso di successo

 

Tasso di successo:
Con le tecniche moderne, il tasso di successo dell’apicectomia supera l’85–90% in molti casi selezionati, specialmente se eseguita da un chirurgo orale endodontista specialista.

Implantologia computer guidata (senza bisturi)
L’implantologia computer guidata senza bisturi è una tecnica chirurgica minimamente invasiva che permette di inserire impianti dentali senza incidere la gengiva con il bisturi e senza punti di sutura, grazie a una guida chirurgica stampata in 3D che guida con precisione il posizionamento degli impianti.

È un modo digitale altamente accurato di mettere impianti, simulando tutto prima al computer e poi eseguendo l’intervento con una mascherina guida su misura.
Gli impianti vengono posizionati esattamente come pianificato al computer.

È un intervento implantare senza tagli, fatto attraverso piccoli fori praticati nella gengiva con una mascherina guida personalizzata, pianificata prima al computer.
Il risultato è meno dolore, meno gonfiore e recupero più veloce.

I vantaggi di questa tecnica sono enormi ma deve essere realizzata solo da chirurghi già esperti con un lungo training nell’esecuzione di tecniche tradizionali di implantologia.

Quando è indicata?

  • Trattamenti a carico immediato (impianti + denti fissi in un’unica seduta operatoria)
  • Pazienti ansiosi o con patologie cardiovascolari (per offrire a questi pazienti un approccio
    estremamente più sicuro)

 

Implantologia a carico immediato

L’implantologia a carico immediato è una tecnica che consente di inserire uno o più impianti dentali e consegnare i denti fissi provvisori nella stessa giornata (entro 24 ore), senza dover attendere i classici 3-6 mesi di guarigione ossea.

È un trattamento che permette al paziente di uscire con denti fissi già il giorno dell’intervento implantare, anche in casi di edentulia totale.

Come funziona?

  1. Pianificazione digitale.
    Si esegue una TAC 3D (CBCT) e una scansione intraorale per studiare posizione, quantità e
    qualità dell’osso.
  2. Chirurgia implantare.
    Vengono inseriti impianti in titanio nelle sedi pianificate (solitamente da 1 a 6 per arcata).
  3. Protesi provvisoria avvitata sugli impianti.
    Viene realizzata una protesi provvisoria fissa, avvitata sugli impianti entro 24 ore, che permette al paziente di mangiare, parlare e sorridere subito.

Chirurgia ossea rigenerativa o GBR

La chirurgia rigenerativa ossea o GBR (Guided Bone Regeneration) è una tecnica chirurgica utilizzata in implantologia per ricostruire l’osso mascellare o mandibolare quando non c’è abbastanza osso naturale per inserire un impianto dentale.

La GBR serve a rigenerare l’osso mancante usando materiali biocompatibili e membrane che guidano la crescita del nuovo osso.
È una tecnica fondamentale per riportare l’anatomia ossea alla condizione ideale per impianti stabili e duraturi.

Come funziona la GBR?

  1. Quando c’è poco osso:
    • dopo estrazioni, infezioni o traumi, l’osso può riassorbirsi;
    • in questi casi l’impianto dentale non può essere inserito direttamente, perché
      mancherebbe il supporto.
  2. Si esegue l’aumento osseo con un innesto di:
    • osso autologo (del paziente),
    • osso eterologo (di origine animale),
    • osso sintetico o misto.
  3. Tempo di guarigione:
    • in genere si attende dai 4 ai 9 mesi, durante i quali il materiale innestato viene sostituito da nuovo osso del paziente.

Asportazione di cisti ossee del cavo orale

L’asportazione di cisti ossee del cavo orale è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione di lesioni cistiche sviluppatesi all’interno delle ossa mascellari o mandibolari, solitamente in corrispondenza delle radici dentali o di denti inclusi.

È un’operazione per eliminare delle “sacche” piene di liquido o tessuto infiammatorio che si formano nell’osso della bocca, spesso a causa di infezioni dentarie croniche, denti del giudizio inclusi o traumi.

Come avviene l’asportazione?

  1. Diagnosi radiografica
    • Si esegue una radiografia panoramica o una TAC 3D (CBCT) per valutare dimensioni,
      posizione e coinvolgimento anatomico.
  2. Accesso chirurgico
    • Si incide la gengiva e si accede all’osso.
    • Si apre una “finestra” ossea per esporre la cisti.
  3. Enucleazione della cisti
    • La cisti viene completamente rimossa (parete compresa) per evitare recidive.
    • Talvolta si invia il tessuto al laboratorio per esame istologico.
  4. Eventuale rigenerazione ossea
    • Se il difetto osseo è ampio, si può eseguire una rigenerazione con biomateriale e membrana.
  5. Sutura
    • Si richiude la gengiva con punti di sutura riassorbibili o non.

 

Perché è importante rimuoverla?

  • Evita la distruzione progressiva dell’osso
  • Previene infezioni, ascessi, fistole
  • Elimina dolore o gonfiore cronico
  • Riduce il rischio di recidive o complicanze più gravi

 

Chirurgia ricostruttiva pre-implantare

La chirurgia ricostruttiva pre-implantare è un insieme di tecniche chirurgiche avanzate usate per ricostruire l’osso mascellare o mandibolare in pazienti con grave atrofia ossea, cioè quando la quantità e/o qualità dell’osso è insufficiente per inserire impianti dentali in modo stabile e sicuro.

È una chirurgia preparatoria che ricostruisce l’osso mancante, rendendo possibile il posizionamento futuro di impianti dentali in pazienti che, altrimenti, non avrebbero osso sufficiente.

Tecniche principali di chirurgia ricostruttiva pre-implantare:

  1. Innesti ossei a blocco
    • Si preleva osso autologo (es. dal ramo mandibolare) e si fissa con microviti dove manca
      osso.
  2. Rigenerazione ossea guidata (GBR)
    • Si usano biomateriali ossei e membrane barriera per stimolare la crescita ossea in modo controllato.
  3. Innesti misti (autologo + osso eterologo o sintetico)
    • Per ottimizzare volume e qualità dell’innesto, riducendo la morbilità del prelievo.
  4. Rialzo del seno mascellare
    • Tecnica per aumentare l’osso in zona posteriore del mascellare superiore.
  5. Espansione di cresta o split crest
    • Usata in caso di creste ossee molto sottili.
  6. Chirurgia con innesti a stampa 3D
    • Utilizzo di impalcature personalizzate in titanio o materiali riassorbibili.

 

Obiettivi della chirurgia ricostruttiva

  • Ricreare un volume osseo sufficiente (altezza e spessore)
  • Garantire la stabilità primaria dell’impianto
  • Ripristinare estetica, funzione e simmetria
  • Prevenire cedimenti o fallimenti futuri

Chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca

La chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca rientra nella chirurgia orale e maxillo-facciale (o chirurgia dei tessuti molli del cavo orale), ed include un ampio spettro di procedure che agiscono su lingua, gengive, labbra, frenuli, palato e tessuti molli limitrofi.

Ecco una panoramica:

  1. Interventi sulla lingua
    • Frenulectomia / Frenulotomia linguale: rimozione del frenulo corto (ad es. “tongue-tie”)
      per migliorare mobilità e fonazione.
  2. Tessuti molli orali: gengive, labbra, mucosa
    • Gengivectomia o gengivoplastica: rimozione o rimodellamento gengivale per motivi estetici o funzionali.
    • Chirurgia mucogengivale (innesti): per correggere recessioni o aumentare il volume gengivale attorno a denti o impianti.
    • Frenulectomia labiale: asportazione del frenulo labiale per eliminare recessioni o problemi protesici.
  3. Palato duro
    • Prelievi di gengiva dal palato per ripristinare l’estetica gengivale in altre aree della bocca
  4. Approcci minimamente invasivi e high-tech
    • Chirurgia laser dei tessuti molli: frenulectomie, biopsie

Questi interventi servono a curare patologie, migliorare funzionalità (fonazione, deglutizione) e ottimizzare estetica e salute dei tessuti molli del cavo orale.