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RISCOPRI LA SALUTE DEL TUO SORRISO
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- Estrazione dei denti del giudizio
- Chirurgia estrattiva
- Chirurgia plastica gengivale
- Chirurgia endodontica (apicectomia)
- Implantologia computer guidata (senza bisturi)
- Implantologia a carico immediato (con denti fissi subito dopo la seduta operatoria)
- Chirurgia rigenerativa (GBR) delle ossa mascellari
- Asportazione di cisti ossee del cavo orale
- Chirurgia ricostruttiva pre-implantare in caso di grave atrofia delle ossa mascellari
- Chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca
Estrazione dei denti del giudizio
L’estrazione dei denti del giudizio, detta anche rimozione dei terzi molari, è una procedura chirurgica finalizzata alla rimozione di uno o più dei quattro ultimi molari permanenti che spuntano tra i 17 e i 25 anni. Si rende necessaria quando i denti:
- non hanno spazio sufficiente per emergere correttamente e restano parzialmente o completamente inclusi, causando potenziali problemi;
- possono causare infezioni, carie, danni ai denti adiacenti, cisti o disturbi gengivali.
Come avviene l’intervento?
- Valutazione iniziale
- Si eseguono esami clinici e radiografie (panoramica, TAC) per valutare la posizione, l’inclusione e la morfologia del dente.
- Tipologie di estrazione
- Estrazione semplice: quando il dente è completamente erotto e facilmente accessibile con strumenti come leve e pinze.
- Estrazione chirurgica: necessaria se il dente è incluso o semi-incluso; richiede incisione gengivale, talvolta rimozione di osso e/o sezione del dente.
- Anestesia
- Generalmente viene usata anestesia locale, ma in casi complessi può essere necessaria la sedazione cosciente.
Perché si esegue?
- Curativa: in presenza di sintomi come dolore, infezione o cisti.
- Profilattica: per prevenire problemi futuri in pazienti giovani con denti giudizio rischiosi.
In sintesi:
L’estrazione dei denti del giudizio è una procedura orale diffusa che prevede la rimozione dei terzi molari, per risolvere o prevenire problematiche come inclusione, infezioni o danni ai denti adiacenti. È sicura, ben tollerata e richiede solitamente un decorso di 1-2 settimane.
Chirurgia estrattiva
La chirurgia estrattiva si riferisce a estrazioni dentali chirurgiche, eseguite quando:
- il dente è incluso (non è spuntato),
- è parzialmente incluso (coperto da gengiva o osso),
- ha radici fratturate o anatomia complessa,
- è difficile da afferrare con gli strumenti convenzionali,
- deve essere rimosso per motivi ortodontici, parodontali o protesici.
Obiettivi principali
- Rimuovere denti che non possono restare in bocca.
- Prevenire o trattare infezioni, dolore cronico, spostamenti dentali o riassorbimenti ossei.
- Consentire un trattamento ortodontico, implantare o protesico.
Chirurgia plastica gengivale
La chirurgia plastica gengivale è una branca della chirurgia parodontale che si occupa di correggere difetti estetici e funzionali delle gengive, migliorando sia l’aspetto del sorriso che la salute orale.
- È un insieme di tecniche chirurgiche mirate a rimodellare o ricostruire i tessuti gengivali, ad esempio per:
coprire radici dentali esposte (recessioni gengivali), - aumentare la gengiva aderente intorno ai denti o impianti,
- correggere un “gummy smile” (sorriso gengivale),
- riequilibrare la simmetria del contorno gengivale.
Quando si fa:
- Recessione gengivale: gengiva che si ritira, lasciando scoperta la radice del dente (causa
sensibilità o problemi estetici). - Gengiva eccessiva: gengive troppo prominenti che coprono parte dei denti (sorriso
gengivale). - Gengiva insufficiente: attorno a impianti o denti naturali, per rinforzare e prevenire
infezioni o retrazioni. - Contorno irregolare: per rendere armonioso il margine gengivale nel sorriso.
Vantaggi:
- Migliora l’estetica del sorriso
- Riduce la sensibilità dentale
- Previene danni futuri a denti o impianti
- Aumenta la stabilità della gengiva attorno ai denti
Chirurgia endodontica
La chirurgia endodontica è una branca specialistica dell’endodonzia che si occupa del trattamento chirurgico delle radici dentali e dei tessuti periapicali, nei casi in cui il normale trattamento canalare (devitalizzazione) non sia sufficiente o non abbia avuto successo.
È una procedura chirurgica usata per salvare un dente compromesso, quando la terapia canalare tradizionale non è efficace o non è possibile ripeterla.
La forma più comune di chirurgia endodontica è l’apicectomia e consiste nella rimozione chirurgica della parte terminale della radice (apice) e dei tessuti infetti circostanti, seguita da sigillo retrogrado del canale radicolare con materiali biocompatibili (es. MTA).
Quando è indicata:
- Infezione persistente all’apice della radice (granuloma, cisti, ascesso cronico)
- Fallimento di un trattamento canalare già eseguito (con reinfezione)
- Presenza di strumenti fratturati, otturazioni o ostacoli non rimovibili dal canale
- Anatomie complesse delle radici (curvature, canali laterali)
- Perforazioni radicolari o fratture radicolari
Vantaggi:
- Permette di salvare denti che altrimenti andrebbero estratti
- È minimamente invasiva rispetto all’estrazione
- Tecniche moderne (con microscopio operatorio e strumenti piezoelettrici) aumentano il tasso di successo
Tasso di successo:
Con le tecniche moderne, il tasso di successo dell’apicectomia supera l’85–90% in molti casi selezionati, specialmente se eseguita da un chirurgo orale endodontista specialista.
Implantologia computer guidata (senza bisturi)
L’implantologia computer guidata senza bisturi è una tecnica chirurgica minimamente invasiva che permette di inserire impianti dentali senza incidere la gengiva con il bisturi e senza punti di sutura, grazie a una guida chirurgica stampata in 3D che guida con precisione il posizionamento degli impianti.
È un modo digitale altamente accurato di mettere impianti, simulando tutto prima al computer e poi eseguendo l’intervento con una mascherina guida su misura.
Gli impianti vengono posizionati esattamente come pianificato al computer.
È un intervento implantare senza tagli, fatto attraverso piccoli fori praticati nella gengiva con una mascherina guida personalizzata, pianificata prima al computer.
Il risultato è meno dolore, meno gonfiore e recupero più veloce.
I vantaggi di questa tecnica sono enormi ma deve essere realizzata solo da chirurghi già esperti con un lungo training nell’esecuzione di tecniche tradizionali di implantologia.
Quando è indicata?
- Trattamenti a carico immediato (impianti + denti fissi in un’unica seduta operatoria)
- Pazienti ansiosi o con patologie cardiovascolari (per offrire a questi pazienti un approccio
estremamente più sicuro)
Implantologia a carico immediato
L’implantologia a carico immediato è una tecnica che consente di inserire uno o più impianti dentali e consegnare i denti fissi provvisori nella stessa giornata (entro 24 ore), senza dover attendere i classici 3-6 mesi di guarigione ossea.
È un trattamento che permette al paziente di uscire con denti fissi già il giorno dell’intervento implantare, anche in casi di edentulia totale.
Come funziona?
- Pianificazione digitale.
Si esegue una TAC 3D (CBCT) e una scansione intraorale per studiare posizione, quantità e
qualità dell’osso. - Chirurgia implantare.
Vengono inseriti impianti in titanio nelle sedi pianificate (solitamente da 1 a 6 per arcata). - Protesi provvisoria avvitata sugli impianti.
Viene realizzata una protesi provvisoria fissa, avvitata sugli impianti entro 24 ore, che permette al paziente di mangiare, parlare e sorridere subito.
Chirurgia ossea rigenerativa o GBR
La chirurgia rigenerativa ossea o GBR (Guided Bone Regeneration) è una tecnica chirurgica utilizzata in implantologia per ricostruire l’osso mascellare o mandibolare quando non c’è abbastanza osso naturale per inserire un impianto dentale.
La GBR serve a rigenerare l’osso mancante usando materiali biocompatibili e membrane che guidano la crescita del nuovo osso.
È una tecnica fondamentale per riportare l’anatomia ossea alla condizione ideale per impianti stabili e duraturi.
Come funziona la GBR?
- Quando c’è poco osso:
- dopo estrazioni, infezioni o traumi, l’osso può riassorbirsi;
- in questi casi l’impianto dentale non può essere inserito direttamente, perché
mancherebbe il supporto.
- Si esegue l’aumento osseo con un innesto di:
- osso autologo (del paziente),
- osso eterologo (di origine animale),
- osso sintetico o misto.
- Tempo di guarigione:
- in genere si attende dai 4 ai 9 mesi, durante i quali il materiale innestato viene sostituito da nuovo osso del paziente.
Asportazione di cisti ossee del cavo orale
L’asportazione di cisti ossee del cavo orale è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione di lesioni cistiche sviluppatesi all’interno delle ossa mascellari o mandibolari, solitamente in corrispondenza delle radici dentali o di denti inclusi.
È un’operazione per eliminare delle “sacche” piene di liquido o tessuto infiammatorio che si formano nell’osso della bocca, spesso a causa di infezioni dentarie croniche, denti del giudizio inclusi o traumi.
Come avviene l’asportazione?
- Diagnosi radiografica
- Si esegue una radiografia panoramica o una TAC 3D (CBCT) per valutare dimensioni,
posizione e coinvolgimento anatomico.
- Si esegue una radiografia panoramica o una TAC 3D (CBCT) per valutare dimensioni,
- Accesso chirurgico
- Si incide la gengiva e si accede all’osso.
- Si apre una “finestra” ossea per esporre la cisti.
- Enucleazione della cisti
- La cisti viene completamente rimossa (parete compresa) per evitare recidive.
- Talvolta si invia il tessuto al laboratorio per esame istologico.
- Eventuale rigenerazione ossea
- Se il difetto osseo è ampio, si può eseguire una rigenerazione con biomateriale e membrana.
- Sutura
- Si richiude la gengiva con punti di sutura riassorbibili o non.
Perché è importante rimuoverla?
- Evita la distruzione progressiva dell’osso
- Previene infezioni, ascessi, fistole
- Elimina dolore o gonfiore cronico
- Riduce il rischio di recidive o complicanze più gravi
Chirurgia ricostruttiva pre-implantare
La chirurgia ricostruttiva pre-implantare è un insieme di tecniche chirurgiche avanzate usate per ricostruire l’osso mascellare o mandibolare in pazienti con grave atrofia ossea, cioè quando la quantità e/o qualità dell’osso è insufficiente per inserire impianti dentali in modo stabile e sicuro.
È una chirurgia preparatoria che ricostruisce l’osso mancante, rendendo possibile il posizionamento futuro di impianti dentali in pazienti che, altrimenti, non avrebbero osso sufficiente.
Tecniche principali di chirurgia ricostruttiva pre-implantare:
- Innesti ossei a blocco
- Si preleva osso autologo (es. dal ramo mandibolare) e si fissa con microviti dove manca
osso.
- Si preleva osso autologo (es. dal ramo mandibolare) e si fissa con microviti dove manca
- Rigenerazione ossea guidata (GBR)
- Si usano biomateriali ossei e membrane barriera per stimolare la crescita ossea in modo controllato.
- Innesti misti (autologo + osso eterologo o sintetico)
- Per ottimizzare volume e qualità dell’innesto, riducendo la morbilità del prelievo.
- Rialzo del seno mascellare
- Tecnica per aumentare l’osso in zona posteriore del mascellare superiore.
- Espansione di cresta o split crest
- Usata in caso di creste ossee molto sottili.
- Chirurgia con innesti a stampa 3D
- Utilizzo di impalcature personalizzate in titanio o materiali riassorbibili.
Obiettivi della chirurgia ricostruttiva
- Ricreare un volume osseo sufficiente (altezza e spessore)
- Garantire la stabilità primaria dell’impianto
- Ripristinare estetica, funzione e simmetria
- Prevenire cedimenti o fallimenti futuri
Chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca
La chirurgia della lingua, del palato e dei tessuti molli della bocca rientra nella chirurgia orale e maxillo-facciale (o chirurgia dei tessuti molli del cavo orale), ed include un ampio spettro di procedure che agiscono su lingua, gengive, labbra, frenuli, palato e tessuti molli limitrofi.
Ecco una panoramica:
- Interventi sulla lingua
- Frenulectomia / Frenulotomia linguale: rimozione del frenulo corto (ad es. “tongue-tie”)
per migliorare mobilità e fonazione.
- Frenulectomia / Frenulotomia linguale: rimozione del frenulo corto (ad es. “tongue-tie”)
- Tessuti molli orali: gengive, labbra, mucosa
- Gengivectomia o gengivoplastica: rimozione o rimodellamento gengivale per motivi estetici o funzionali.
- Chirurgia mucogengivale (innesti): per correggere recessioni o aumentare il volume gengivale attorno a denti o impianti.
- Frenulectomia labiale: asportazione del frenulo labiale per eliminare recessioni o problemi protesici.
- Palato duro
- Prelievi di gengiva dal palato per ripristinare l’estetica gengivale in altre aree della bocca
- Approcci minimamente invasivi e high-tech
- Chirurgia laser dei tessuti molli: frenulectomie, biopsie
Questi interventi servono a curare patologie, migliorare funzionalità (fonazione, deglutizione) e ottimizzare estetica e salute dei tessuti molli del cavo orale.